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News dalla Letteratura Scientifica


07.03.2013

Immunodeficienza ed autoimmunità: il ruolo dell’immunità innata nella Sindrome di Wiskott-Aldrich

Questo importante studio ha dimostrato il ruolo dell’immunità innata ed in particolare di una specifica popolazione di cellule dell’immunità innata, le cellule dendritiche plasmacitoidi (pDC), nella patogenesi delle manifestazioni autoimmuni della sindrome di Wiskott-Aldrich (WAS). Queste cellule sono specializzate nella produzione di interferoni di tipo I.  I dati emersi dal lavoro, attraverso studi effettuati sia su pazienti di età pediatrica che su modelli murini, hanno messo in evidenza la presenza di un’alterazione dell’asse pDC-IFN-α quale responsabile delle manifestazioni autoimmuni della sindrome WAS.

Commento

Il corretto funzionamento del sistema immunitario deriva dall’omeostasi dei differenti processi biologici che lo caratterizzano. Un sistema immunitario difettivo o che funzioni troppo determina due condizioni apparentemente antitetiche, immunodeficienza con aumentata suscettibilità a contrarre infezioni e autoimmunità. Paradossalmente queste 2 condizioni patologiche possono coesistere come si osserva in taluni pazienti con immunodeficienza congenita. Lo studio di queste condizioni, in cui immunodeficit e autoimmunità coesistono, ha permesso di far luce, anche se in parte, sui processi biologici che mantengono l’omeostasi immunitaria e sui meccanismi patogenetici che ne determinano la loro alterazione in condizioni di malattia.

La WASè un’immunodeficienza primitiva a trasmissione recessiva legata all’X, caratterizzata da trombocitopenia, eczema, infezioni ricorrenti e da una forte predisposizione a sviluppare manifestazioni autoimmuni. La malattia è causata da mutazioni del gene che codifica per la proteina WAS, coinvolta nel controllo del traffico intracellulare mediato dall’actina. I meccanismi patogenetici che legano la perdita di funzione della proteina WAS all’insorgenza delle manifestazioni autoimmuni della sindrome fino ad ora erano in gran parte sconosciuti. Gli Autori di questo studio hanno dimostrato che nelle pDC l’alterazione del traffico intracellulare mediato dall’actina, quale conseguenza del deficit della proteina WAS, rappresenta un possibile meccanismo patogenetico alla base dei fenomeni autoimmuni della sindrome. In particolare il deficit della proteina WAS si associa ad attivazione cronica delle pDC, con conseguente aumento dei livelli di IFN di tipo I, sia spontaneamente in cellule non stimolate che in cellule stimolate attraverso l’asse TLR-9-IFN-α.

La conferma dell’importanza dell’IFN1 nella patogenesi delle manifestazioni autoimmuni in pazienti WAS è stata confermata anche in modelli murini, in cui il blocco dell’IFN di tipo I ha permesso di prevenire l’insorgenza di splenomegalia, colite ed infiltrazione linfocitaria delle ghiandole salivari, manifestazioni autoimmuni tipiche della forma murina della malattia.

Tale meccanismo patogenetico è stato documentato anche in altre malattie autoimmuni quali il lupus, la sindrome di Sjogren e la psoriasi. I dati rappresentano, pertanto, un grande passo in avanti nella comprensione della patogenesi dell’autoimmunità e, soprattutto, aprono possibili nuovi scenari terapeutici per i piccoli pazienti affetti da questa rara sindrome.

 

Commento di: Claudio Pignata e Vera Gallo
Università di Napoli “Federico II”
Unità di Immunologia Pediatrica