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News dalla Letteratura Scientifica


12.12.2012

Nuove strategie terapeutiche per le allergie alimentari: l’ immunoterapia orale

Riassunto: Studio randomizzato, in doppio cieco e con controllo placebo, di 55 bambini (5-11 anni) con diagnosi di allergia all’uovo: 40 sono stati trattati mediante immunoterapia orale desensibilizzante (OIT) con albume in polvere; i restanti 15 con placebo. Rivalutazione dei partecipanti dopo 10 e 22 mesi mediante test di provocazione orale (TPO) con albume in polvere.

Commento: Si tratta della prima volta che l’OIT per l’allergia all’uovo viene esaminata in uno studio randomizzato, in doppio cieco, con controllo placebo e con un sostanziale numero di partecipanti. Lo studio si inserisce in contesto di crescente interesse verso questo nuovo e promettente approccio terapeutico per le allergie alimentari, che è la desensibilizzazione orale. Nell’ultimo decennio in particolare, diversi studi, numerosi dei quali condotti da medici italiani, hanno dimostrato l’efficacia di questa metodica nel desensibilizzare o comunque nel conferire una parziale tolleranza nei confronti di alimenti quali latte vaccino, arachidi e uovo, conferendo pertanto nella maggiorparte dei casi una protezione contro le reazioni anafilattiche da esposizioni accidentali a piccole quantità di alimento allergenizzante.

I risultati di questo studio sono in linea con i dati degli studi precedenti, anche quelli con alimenti differenti. Nessuno del gruppo placebo ha infatti superato i TPO, mentre 30 (75%) bambini del gruppo OIT hanno superato il TPO dopo 22 mesi di terapia. Questi ultimi, dopo aver sospeso l’OIT e continuato una dieta priva di uovo, sono stati sottoposti (a 24 mesi) ad un terzo TPO con albume in polvere e con uovo intero cotto: 11 (28%) sono risultati negativi ed hanno reintrodotto l’uovo nella dieta senza riportare reazioni al follow up (a 30 e a 36 mesi), mentre i restanti sono riusciti a raggiungere una tolleranza parziale protettiva. Interessante è infine il fatto che i bambini del gruppo OIT, rispetto al placebo, hanno presentato una progressiva riduzione del diametro dei prick test, e un progressivo aumenti dei livelli di IgG4 specifiche, che si ritiene abbiano un ruolo nella comparsa della tolleranza immunoterapia-dipendente.

Tuttavia, sebbene l’OIT si configuri come una possibile valida alternativa alla dieta di esclusione per le allergie alimentari, rimangono ancora aperte delle problematiche, legate soprattutto alla mancanza di un protocollo terapeutico standardizzato per ciascun alimento, e alla possibilità di praticare questa metodica solo ed esclusivamente in ambiente ospedaliero protetto, in considerazione delle possibili reazioni anafilattiche.

Parole chiave: allergia alimentare, immunoterapia orale

Commento di: Diego G. Peroni
U.O. di Pediatria, Policlinico GB Rossi, Università di Verona